Pedro Arrupe: educare persone per gli altri
Quando si parla di scuola, il successo viene spesso misurato attraverso voti, competenze e risultati. Sono aspetti importanti, ma sufficienti? È possibile considerare davvero riuscita un’educazione se forma persone preparate, ma incapaci di guardare oltre sé stesse?
Oggi viviamo in una società che valorizza la realizzazione individuale, la competizione e la performance. Eppure, le grandi sfide del nostro tempo – dalla sostenibilità alle disuguaglianze, dall’inclusione alla costruzione della pace – richiedono qualcosa di più: donne e uomini capaci di mettere le proprie competenze al servizio degli altri.
È proprio questa la domanda che, oltre cinquant’anni fa, si pose Pedro Arrupe SJ, Superiore Generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983. La sua risposta continua ancora oggi a ispirare le scuole gesuite di tutto il mondo.
Una frase che ha cambiato il modo di intendere l’educazione
Nel 1973, durante un congresso degli ex alunni dei collegi gesuiti, Arrupe pronunciò un discorso destinato a lasciare un segno profondo nella tradizione educativa della Compagnia di Gesù. In quell’occasione parlò della necessità di formare “men and women for others”, uomini e donne per gli altri. Non si trattava di uno slogan, ma di una visione educativa.
Per Arrupe, il sapere acquista valore quando diventa capacità di costruire il bene comune. L’educazione non può limitarsi a preparare professionisti competenti: deve formare persone consapevoli della responsabilità che hanno nei confronti della società e capaci di mettere i propri talenti al servizio della comunità.
Questa intuizione ha segnato profondamente l’evoluzione della pedagogia ignaziana e continua ancora oggi a orientare il progetto educativo delle scuole gesuite.
Competenza e responsabilità camminano insieme
Essere “persone per gli altri” non significa rinunciare all’eccellenza. Al contrario, nella tradizione ignaziana la ricerca della qualità e dell’impegno è fondamentale. La differenza sta nella finalità.
Le competenze non sono considerate un traguardo personale, ma uno strumento attraverso cui contribuire al bene comune. Studiare, sviluppare i propri talenti e coltivare le proprie capacità significa prepararsi a mettere ciò che si è ricevuto al servizio degli altri.
Per questo la formazione ignaziana non separa mai crescita personale e responsabilità sociale. Ogni conoscenza porta con sé una domanda: come posso usare ciò che ho imparato per migliorare il mondo che mi circonda?
Educare alla cittadinanza significa educare alla responsabilità
Oggi si parla spesso di cittadinanza attiva, volontariato e impegno civico. Nella prospettiva di Arrupe questi aspetti non rappresentano attività aggiuntive rispetto alla scuola, ma ne costituiscono una parte essenziale.
Educare significa aiutare gli studenti a sentirsi parte di una comunità, sviluppando la capacità di leggere la realtà, comprendere i bisogni degli altri e assumersi responsabilità concrete.
Anche i piccoli gesti quotidiani – collaborare, prendersi cura di un compagno, partecipare alla vita della scuola, mettersi a disposizione della comunità – diventano occasioni per sperimentare una leadership fondata sul servizio. È una leadership che non cerca visibilità, ma genera fiducia, collaborazione e relazioni autentiche.
Un messaggio che parla ancora ai giovani di oggi
In un’epoca in cui il successo personale sembra spesso coincidere con la ricerca del consenso o della visibilità, il pensiero di Pedro Arrupe conserva una sorprendente attualità.
Le nuove generazioni sono chiamate ad affrontare sfide globali che nessuno può risolvere da solo. Il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali, la pace, le migrazioni e lo sviluppo delle tecnologie richiedono persone preparate, ma anche capaci di collaborare, ascoltare e mettersi al servizio degli altri. Per questo la domanda posta da Arrupe oltre mezzo secolo fa rimane più attuale che mai: che tipo di persone vogliamo contribuire a formare?
Una visione che continua nelle scuole della Fondazione Gesuiti Educazione
Nelle scuole della rete della Fondazione Gesuiti Educazione questa intuizione continua a tradursi in esperienze concrete. L’apprendimento non è mai disgiunto dalla crescita della persona, dalla cura delle relazioni e dall’attenzione verso la comunità.
Ogni attività educativa, dai percorsi di volontariato ai progetti di cittadinanza, dalle esperienze internazionali alle iniziative pastorali, nasce dalla convinzione che il sapere acquisti il suo significato più profondo quando diventa servizio. Perché educare significa aiutare ogni studente non soltanto a costruire il proprio futuro, ma anche a chiedersi quale contributo desidera offrire al futuro degli altri.
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