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Fondazione delle scuole ignaziane

Ignazianità

Studiare con noi Ignazianità

Dalla Gonzaga University alla Georgetown, passando per Comillas e Loyola, Marquette e la Gregoriana, sono molte le scuole e le università sparse per il mondo, fondate o dirette dai Gesuiti, che quindi adottano una pedagogia e una didattica ignaziana: una vera e propria rivoluzione, nata quasi 500 anni fa e basata sulla consapevolezza di quanto l’educazione sia cruciale nel futuro del mondo.

Una delle caratteristiche dell’educazione ignaziana – come ha detto il Papa alle scuole dei gesuiti, nell’udienza in Vaticano del 7 giugno 2013 – è insegnare ai ragazzi ad essere magnanimi, ossia ad avere grandezza d’animo e grandi ideali: “fare le cose piccole di ogni giorno con un cuore grande, aperto a Dio e agli altri”. Ecco perché ognuno dei collegi della Fondazione Gesuiti Educazione è molto più che una scuola: è un luogo in cui, accanto alla dimensione intellettuale, si coltiva lo sviluppo delle virtù umane, come la lealtà, il rispetto, la fedeltà e l’impegno.

Se c’è una caratteristica comune a tutte le scuole ignaziane – che è poi la ragione di vita della Fondazione stessa – è quella di formare dei leader nel servizio. Formare “leader” significa puntare in alto, aiutare i ragazzi a prendere il largo, individuando i propri talenti, coltivandoli e mettendoli a frutto; non per sé, però, ma per gli altri, specialmente per i più poveri e bisognosi. Spesso le scuole dei gesuiti vengono dipinte come la fucina della nuova classe dirigente, perché vi hanno studiato nel corso dei secoli personaggi che hanno poi ricoperto ruoli di primo piano nella società; ma tutto questo non avrebbe senso se non fosse – come dice il motto scelto da Sant’Ignazio per la Compagnia di Gesù – ad maiorem Dei gloriam, ossia per la maggior gloria di Dio.

Leader sì, ma nel servizio e nell’impegno per costruire un mondo migliore.

Essere ignaziani significa prendersi il rischio della libertà e del discernimento. Significa educare i ragazzi alla responsabilità, e la metafora utilizzata da Papa Francesco nel nostro incontro rende benissimo l’idea: “un passo fermo sulla cornice della sicurezza, ma l’altro andando nella zona a rischio. E quando quel rischio diventa sicurezza, l’altro passo cerca un’altra zona di rischio. Non si può educare soltanto nella sicurezza: no. Questo è impedire che le personalità crescano. Ma neppure si può educare soltanto nella zona di rischio: questo è troppo pericoloso”.

L’ignazianità è per noi un tratto distintivo: nella pastorale, nell’insegnamento, nei rapporti umani. È l’aria che respiriamo e che ci riempie i polmoni, e li riempie anche ai nostri ragazzi.

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