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Gesuiti Educazione
Fondazione delle scuole ignaziane

Innovazione didattica e tecnologie

Studiare con noi Innovazione didattica e tecnologie

Forse non c’è nulla, negli ultimi anni, che abbia inciso tanto nella vita dei giovani come le nuove tecnologie: si è trasformato radicalmente il modo di comunicare e di relazionarsi tra le persone, e questo cambiamento – che favorisce tra l’altro la possibilità di condividere in modalità nuove e creative anche aspetti molto più profondi di quanto a prima vista possa apparire – rappresenta un’opportunità a cui la scuola non può e non deve restare indifferente. Da un lato, infatti, la tecnologia aiuta ad allargare i confini della propria realtà; dall’altro, può essere un alleato prezioso per migliorare l’apprendimento e la capacità di educare il ragazzo ad affrontare le sfide di un mondo sempre più globale. Proprio nella difficile esperienza del COVID le tecnologie ci hanno permesso di continuare a vederci e comunicare, a rompere l’isolamento, anche se chiusi ciascuno nella propria casa.

L’esperienza del Covid-19 è stata, anche per la scuola e per tutte le sue componenti, un tempo difficile. Eppure, in questo periodo essa ha proseguito il proprio percorso, attivando la didattica a distanza, nata più da una reazione generosa e dall’immediato risvegliarsi di una forte coscienza educativa che da un’accurata pianificazione. Abbiamo scoperto anche che la tecnologia da sola non è automaticamente garanzia di interattività e coinvolgimento, ma si può, anzi, paradossalmente, cadere in una maggiore trasmissività.

È certo che questo tempo di crisi ha messo tutto il mondo della scuola nuovamente e più che mai a contatto con il digitale, costretto a una vera e propria “rivoluzione”, con “passi avanti” forzati e profonde riflessioni sul suo utilizzo ed efficacia nella didattica.

Progettando il futuro, desideriamo continuare la riflessione sulla didattica digitale, al di là della logica di emergenza imposta dal COVID, ma anche forti dell’esperienza vissuta, di quanto sperimentato e di ciò che abbiamo imparato.

Dall’esperienza della pandemia abbiamo anche imparato che più che nuovi strumenti da usare, le tecnologie digitali configurano un nuovo ambiente nel quale siamo – in modo più o meno consapevole – costantemente immersi e in cui viviamo. Per la scuola tale ambiente può essere anche un ambiente di apprendimento, cioè quell’ambiente che rende possibile e facilita una nuova esperienza dell’apprendimento, più ampia e articolata rispetto a quella tradizionale,

Nelle nostre scuole, dunque, la tecnologia gioca e giocherà anche in futuro un ruolo importante per l’apprendimento attivo: partire dal vissuto dei ragazzi e dal loro linguaggio, stimolare curiosità e interesse, permettere agli alunni di interagire maggiormente con i docenti e tra di loro nella costruzione dei contenuti di una lezione, dare la possibilità di interiorizzare in maniera personale e creativa i contenuti appresi, creare prodotti che possano essere inseriti in circuiti comunicativi più ampi. La tecnologia ci aiuta a fare in modo che la conoscenza non sia ricevuta come un insieme di nozioni, ma nasca da un’esperienza su cui si possa riflettere e porti infine all’azione, perché il nostro scopo – il senso, cioè, di tutto lo sforzo educativo che i gesuiti investono nella scuola da circa 500 anni – è sempre quello di formare uomini e donne protagonisti del proprio tempo, capaci di rendere il mondo più umano e più giusto.

È dal 2007 che la rete delle scuole italiane legate ai gesuiti investe in questo campo: da quando, cioè, venne avviato il cosiddetto progetto ITAS-GE (Information Technology At School – Gesuiti Educazione). Portammo LIM, computer, videoproiettori e connessione a internet in ogni aula; formammo gli insegnanti all’uso della LIM; istituimmo in ogni scuola un gruppo di docenti, con specifiche competenze, in grado di animare il processo. In questo percorso abbiamo scoperto quanto la tecnologia possa ampliare le potenzialità della didattica, arricchendo sia gli studenti che gli stessi insegnanti e valorizzando l’approccio personale e relazionale.

Sono passati diversi anni, da allora, ma ci è rimasta la certezza che solo con un’infrastruttura studiata ad hoc per il mondo dell’educazione sia possibile trasformare la tecnologia in una reale risorsa al servizio della vita della scuola: così, nei nostri istituti, l’implementazione della parte infrastrutturale è in costante miglioramento. Ogni aula è provvista di LIM, PC e videoproiettore; la connessione Wi-Fi e la portabilità dei device – in quasi tutte le nostre scuole è ormai da anni avviata anche una didattica con i tablet, che vede nell’utilizzo di device personali degli studenti (o forniti dalla scuola) nuove possibilità di apprendimento – migliorano l’organizzazione scolastica e in particolar modo ampliano le possibilità della didattica; le piattaforme di condivisione, di comunicazione e di lavoro comune modificano le relazioni tra le persone, incentivando la costruzione di nuovi contenuti.

La tecnologia è presente anche nei percorsi curricolari, che in molti contesti sono oggi arricchiti dall’acquisizione di competenze di programmazione/coding (Scratch, Arduino, Stampa 3D, robotica) e da una riflessione sulla media education. Sempre più, anche con l’aiuto di esperti, portiamo infatti gli alunni a ragionare sulle tecnologie nel loro impatto con la vita quotidiana, per orientarli verso decisioni consapevoli nell’uso degli strumenti.

In molte nostre scuole la tecnologia viene concretamente messa al servizio degli altri e della società, come per esempio il progetto Crowd4Africa dell’Istituto Massimo di Roma e altri laboratori dove, attraverso coding, robotica, stampa 3D e altre tecnologie si realizzano prodotti e progetti di utilità sociale.

Proprio grazie alla tecnologia, infine, sono sempre più numerosi i contatti e le connessioni tra le nostre scuole: sia della rete italiana, sia di quella europea e globale. Si tratta di occasioni di incontro (gli hangout tra istituti che abbiamo spesso utilizzato per momenti di condivisione, di riflessione spirituale o anche di concorsi musicali tra gli studenti), di progettazione (gli scambi culturali o i progetti comuni, il cui lavoro è preparato attraverso l’uso delle tecnologie) o di apprendimento disciplinare ed interdisciplinare (i gemellaggi tra classi parallele di scuole diverse).

Oltre al modo di apprendere, naturalmente, la tecnologia cambia anche il modo di insegnare: i nostri docenti, a maggior ragione dopo l’esperienza del COVID, sono dunque coinvolti ancora oggi in attività di ricerca e formazione sia tecnica sia pedagogica, per sostenerli in un processo di progettazione didattica che, utilizzando le potenzialità offerte dalle tecnologie, possa sviluppare al meglio le competenze disciplinari, trasversali e valoriali. Nelle scuole della Fondazione Gesuiti Educazione, infatti, la riflessione sulle tecnologie e sulla loro integrazione nella didattica disciplinare, nel curriculum, a supporto dell’internazionalità e della pastorale è costante.

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