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News Storia La fede oltre le catene: la storia di Andrea Dung Lac e dei martiri vietnamiti 

La fede oltre le catene: la storia di Andrea Dung Lac e dei martiri vietnamiti 

Il sacrificio di 117 cristiani vietnamiti, canonizzati nel 1988 

Andrea Dung Lac nacque intorno al 1795 in una famiglia di umili origini. È una delle figure più significative del cattolicesimo vietnamita, cresciuto nella fede grazie all’aiuto di catechisti e sacerdoti che gli permisero di studiare e, nel 1823, di diventare sacerdote. 

Il suo ministero si svolse in un contesto segnato da dure persecuzioni religiose. Per proteggersi cambiò più volte nome e luogo di residenza, ma non smise mai di predicare, amministrare i sacramenti e sostenere le comunità cristiane spesso costrette alla clandestinità. Arrestato nel 1839 insieme al sacerdote Pietro Thi, subì torture e pressioni perché rinnegasse la fede. Rimase fermo nella sua scelta e venne decapitato ad Hanoi il 21 dicembre dello stesso anno, sigillando la sua testimonianza cristiana con un atto di coraggio e fedeltà al Vangelo. 

Le radici del cattolicesimo in Vietnam 

La presenza cristiana in Vietnam risale al XVI secolo con l’arrivo del gesuita Alexandre de Rhodes, considerato il primo grande apostolo del Paese. La sua predicazione contribuì alla diffusione del Vangelo in una terra allora politicamente frammentata. 

A partire dal 1645, l’espulsione di de Rhodes segnò l’inizio di una lunga stagione di persecuzioni. Le autorità locali introdussero misure severe: ricompense in denaro per chi denunciava un missionario, marchiature a fuoco per i catechisti, esecuzioni per i sacerdoti. Ai semplici fedeli veniva imposto di calpestare una croce per salvarsi. Chi rifiutava, veniva deportato o giustiziato. 

In questo clima nacquero e si svilupparono comunità cristiane resilienti: Case di Dio e centri di formazione che prepararono generazioni di catechisti e sacerdoti vietnamiti, mantenendo viva la fede nonostante la violenza. 

La vicenda dei 117 martiri vietnamiti 

La storia dei martiri del Vietnam è una delle pagine più intense del cattolicesimo asiatico. Tra XVII e XIX secolo, migliaia di cristiani furono perseguitati, e 117 di loro – sacerdoti, catechisti, religiosi, laici, uomini e donne – sono oggi ricordati dalla Chiesa come testimoni di una fede incrollabile. 

Tra questi, Andrea Dung Lac rappresenta l’esempio più noto. Arrestato più volte, ottenne in alcune occasioni la libertà grazie al riscatto pagato dai fedeli. Nel 1839, durante la detenzione insieme a Pietro Thi, mantenne un atteggiamento di serenità e preghiera, nonostante torture e pressioni. Le testimonianze raccontano che, quando venne annunciata la sentenza di morte, i due sacerdoti pregarono in silenzio e cantarono in latino. 

Pochi istanti prima dell’esecuzione, il boia disse: «Non conosciamo il vostro crimine; eseguiamo solo ordini. Vi preghiamo di non prendervela con noi.» 

Padre Andrea rispose con un sorriso: «Fa’ solo ciò che ti è stato indicato dal funzionario.» 

Il 19 giugno 1988 papa Giovanni Paolo II canonizzò solennemente Andrea Dung Lac e i suoi 116 compagni, riconoscendoli come santi della Chiesa universale. La loro memoria liturgica si celebra il 24 novembre. 

Una testimonianza che attraversa i secoli 

La vicenda dei martiri vietnamiti non appartiene soltanto alla storia: è diventata un simbolo della libertà religiosa, della fedeltà ai propri valori e della capacità della fede cristiana di resistere anche alla più dura delle persecuzioni. Il loro coraggio continua a ispirare comunità cattoliche in tutto il mondo, ricordando che la speranza può germogliare persino nelle situazioni più avverse.

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