{"id":8147,"date":"2026-11-06T10:42:32","date_gmt":"2026-11-06T09:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/?p=8147"},"modified":"2026-11-06T10:42:33","modified_gmt":"2026-11-06T09:42:33","slug":"adolfo-nicolas-educare-alla-profondita-in-una-cultura-della-superficialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/adolfo-nicolas-educare-alla-profondita-in-una-cultura-della-superficialita\/","title":{"rendered":"Adolfo Nicol\u00e1s: educare alla profondit\u00e0 in una cultura della superficialit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo accesso a pi\u00f9 informazioni di quante qualsiasi generazione prima di noi abbia potuto immaginare. Possiamo conoscere in pochi secondi ci\u00f2 che accade dall&#8217;altra parte del mondo, trovare una risposta quasi immediata a una domanda, entrare in contatto con persone e idee lontane. Eppure, avere a disposizione pi\u00f9 informazioni non significa necessariamente comprendere meglio la realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 molti anni fa <strong>Adolfo Nicol\u00e1s SJ<\/strong>, Superiore Generale della Compagnia di Ges\u00f9 dal 2008 al 2016, aveva individuato in questa trasformazione una delle grandi questioni educative del nostro tempo. La defin\u00ec <strong>\u201cglobalizzazione della superficialit\u00e0\u201d<\/strong>: il rischio che la rapidit\u00e0 con cui riceviamo informazioni, formuliamo opinioni e passiamo da un contenuto all&#8217;altro finisca per ridurre lo spazio dedicato alla riflessione, all&#8217;approfondimento e al pensiero critico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nicol\u00e1s non guardava con diffidenza alla tecnologia in s\u00e9. Al contrario, riconosceva le possibilit\u00e0 offerte dai nuovi strumenti di comunicazione e da un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso. La sua domanda riguardava piuttosto ci\u00f2 che questa trasformazione poteva produrre nel nostro modo di pensare, immaginare, costruire relazioni e maturare convinzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di anni, quella domanda sembra ancora pi\u00f9 urgente. In un tempo caratterizzato da flussi continui di contenuti, notifiche, immagini, opinioni e risposte sempre disponibili, una delle sfide dell&#8217;educazione pu\u00f2 essere proprio questa: <strong>aiutare i giovani non soltanto a conoscere di pi\u00f9, ma a comprendere pi\u00f9 profondamente.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando sapere non significa ancora comprendere<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La superficialit\u00e0 di cui parlava Nicol\u00e1s non coincide semplicemente con la distrazione. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 profondo: riguarda il rischio di fermarsi alla prima impressione, di confondere l&#8217;accesso alle informazioni con la conoscenza, di reagire prima ancora di aver avuto il tempo di comprendere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2010, rivolgendosi al mondo dell&#8217;educazione superiore gesuita, Nicol\u00e1s osservava come la possibilit\u00e0 di accedere rapidamente a una grande quantit\u00e0 di informazioni e di esprimere immediatamente le proprie reazioni potesse interrompere quel lavoro pi\u00f9 lento e faticoso richiesto dal pensiero critico. Non era un invito a rifiutare il cambiamento, ma a interrogarsi su come abitarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi questa riflessione riguarda direttamente anche la scuola. Gli studenti possono trovare una risposta in pochi secondi, confrontarsi con un numero potenzialmente infinito di fonti e, con l&#8217;intelligenza artificiale, ottenere testi, spiegazioni e sintesi quasi istantaneamente. Proprio per questo il compito educativo non pu\u00f2 limitarsi alla trasmissione delle informazioni. Diventa sempre pi\u00f9 importante imparare a valutarle, collegarle, verificarle, metterle in discussione e comprenderne il contesto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La profondit\u00e0, allora, non consiste semplicemente nel sapere molte cose o nel dedicare pi\u00f9 tempo allo studio. Significa sviluppare la capacit\u00e0 di <strong>andare oltre ci\u00f2 che appare immediatamente<\/strong>, sostare davanti a una domanda, riconoscere la complessit\u00e0, ascoltare prospettive differenti e non accontentarsi della risposta pi\u00f9 semplice.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa prospettiva risuona anche il principio ignaziano del <em>non multa sed multum<\/em>: non l&#8217;accumulo di contenuti sempre nuovi, ma la capacit\u00e0 di sostare sulle esperienze, comprenderle in profondit\u00e0 e lasciarsi trasformare da ci\u00f2 che si apprende. La risposta alla superficialit\u00e0 non \u00e8 sapere di pi\u00f9, ma imparare ad abitare pi\u00f9 profondamente ci\u00f2 che si conosce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un esercizio intellettuale, ma anche umano. Perch\u00e9 la superficialit\u00e0 pu\u00f2 riguardare non soltanto ci\u00f2 che sappiamo, ma anche il modo in cui guardiamo le persone e la realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La profondit\u00e0 che trasforma la persona<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prospettiva di Nicol\u00e1s, l&#8217;educazione gesuita \u00e8 chiamata a promuovere quella che definiva una <strong>\u201cprofondit\u00e0 di pensiero e di immaginazione\u201d<\/strong>. Non si tratta soltanto di formare studenti capaci di ragionare bene, ma di fare in modo che ci\u00f2 che apprendono possa progressivamente trasformare il loro modo di guardare il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui emerge con forza il legame con la tradizione ignaziana. L&#8217;esperienza educativa non termina nel momento in cui qualcosa \u00e8 stato appreso: chiede di essere riletta, interrogata, collegata alla propria vita. \u00c8 nel passaggio tra esperienza, riflessione e azione che la conoscenza pu\u00f2 diventare realmente significativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un problema sociale studiato sui libri pu\u00f2 rimanere un concetto astratto oppure diventare una domanda sulla giustizia. L&#8217;incontro con una cultura differente pu\u00f2 limitarsi all&#8217;acquisizione di nuove informazioni oppure mettere in discussione stereotipi e convinzioni. Una conoscenza scientifica pu\u00f2 essere semplicemente memorizzata oppure generare nuove domande sulla responsabilit\u00e0 con cui utilizziamo ci\u00f2 che sappiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Educare alla profondit\u00e0 significa creare le condizioni perch\u00e9 questo secondo passaggio possa avvenire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Nicol\u00e1s, inoltre, la superficialit\u00e0 rende pi\u00f9 difficile anche la solidariet\u00e0. Se guardiamo rapidamente la realt\u00e0, le persone rischiano di diventare categorie, numeri o immagini che scorrono davanti a noi. Approfondire significa invece lasciarsi interrogare da ci\u00f2 che incontriamo, riconoscere la complessit\u00e0 delle esperienze altrui e comprendere che ci\u00f2 che accade agli altri non \u00e8 completamente separato dalla nostra vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non sorprende, quindi, che Nicol\u00e1s contrapponesse alla \u201cglobalizzazione della superficialit\u00e0\u201d la necessit\u00e0 di lavorare per una <strong>globalizzazione della profondit\u00e0 e della solidariet\u00e0<\/strong>: aprire la mente e il cuore, aiutando gli studenti a diventare persone capaci di comprendere un mondo interconnesso e di sentirsi responsabili al suo interno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una scuola che insegna a fermarsi<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, la scuola possiede qualcosa di particolarmente prezioso: pu\u00f2 offrire il tempo e lo spazio necessari per fare ci\u00f2 che altrove diventa sempre pi\u00f9 difficile. Leggere un testo senza passare immediatamente al successivo. Affrontare una domanda che non possiede una risposta semplice. Ascoltare un&#8217;opinione diversa senza sentire la necessit\u00e0 di reagire subito. Tornare su un&#8217;esperienza per comprenderla meglio. Cambiare idea quando ci\u00f2 che abbiamo scoperto mette in discussione ci\u00f2 che pensavamo di sapere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La profondit\u00e0 non richiede necessariamente di rallentare tutto. Richiede piuttosto di <strong>riconoscere ci\u00f2 che merita tempo<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una distinzione importante anche per l&#8217;educazione contemporanea. Preparare i giovani a vivere nel loro tempo non significa proteggerli dalla tecnologia, dalla velocit\u00e0 o dalla complessit\u00e0 del mondo, ma aiutarli ad attraversarle senza esserne semplicemente trascinati. Significa formare persone capaci di utilizzare gli strumenti a propria disposizione mantenendo libert\u00e0 di giudizio, attenzione e capacit\u00e0 di discernimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa prospettiva trova una continuit\u00e0 significativa nella proposta educativa della <strong>Fondazione Gesuiti Educazione<\/strong>. La stessa riflessione della Fondazione sulla cittadinanza globale riprende le parole di Nicol\u00e1s e la necessit\u00e0 di aiutare gli studenti a diventare <strong>\u201cpersone intere\u201d<\/strong>: capaci di aprire la mente e il cuore in un mondo nel quale il futuro di ciascuno \u00e8 sempre pi\u00f9 intrecciato con quello degli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio qui che il pensiero di Adolfo Nicol\u00e1s conserva una delle sue intuizioni educative pi\u00f9 importanti. Di fronte alla superficialit\u00e0, la risposta non \u00e8 avere pi\u00f9 informazioni. Non \u00e8 nemmeno conoscere pi\u00f9 velocemente. \u00c8 sviluppare uno sguardo capace di andare oltre la prima impressione, collegare ci\u00f2 che sappiamo alla realt\u00e0, interrogarci sulle conseguenze delle nostre scelte e lasciare che ci\u00f2 che impariamo trasformi progressivamente il nostro modo di essere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo nel quale quasi tutto pu\u00f2 essere raggiunto in pochi secondi, educare alla profondit\u00e0 significa aiutare i giovani a scoprire che le cose pi\u00f9 importanti richiedono ancora tempo: comprendere, scegliere, costruire relazioni, formare un giudizio e diventare la persona che si desidera essere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Adolfo Nicol\u00e1s SJ<\/strong>, <em>Depth, Universality, and Learned Ministry: Challenges to Jesuit Higher Education Today<\/em>, Mexico City, 23 aprile 2010.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fondazione Gesuiti Educazione<\/strong>, <em>Cittadinanza globale<\/em>.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Compagnia di Ges\u00f9<\/strong>, <em>La Pedagogia Ignaziana: introduzione alla pratica<\/em>.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Compagnia di Ges\u00f9<\/strong>, <em>Le caratteristiche dell&#8217;attivit\u00e0 educativa della Compagnia di Ges\u00f9<\/em>.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>ICAJE<\/strong>, <em>Jesuit Schools: A Living Tradition in the 21st Century \u2013 An Ongoing Exercise of Discernment<\/em>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo accesso a pi\u00f9 informazioni di quante qualsiasi generazione prima di noi abbia potuto immaginare. 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