{"id":454,"date":"2015-06-09T16:51:42","date_gmt":"2015-06-09T14:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/educazione.gesuiti.it\/?p=454"},"modified":"2023-12-07T22:32:55","modified_gmt":"2023-12-07T21:32:55","slug":"udienza-generale-del-20-maggio-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/udienza-generale-del-20-maggio-2015\/","title":{"rendered":"Udienza generale del 20 maggio 2015"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, cari fratelli e sorelle, voglio darvi il benvenuto perch\u00e9 ho visto fra di voi tante famiglie, buongiorno a tutte le famiglie! Continuiamo a riflettere sulla famiglia. Oggi ci soffermeremo a riflettere su una caratteristica essenziale della famiglia, ossia la sua naturale vocazione a <i>educare i figli<\/i> perch\u00e9 crescano nella responsabilit\u00e0 di s\u00e9 e degli altri. Quello che abbiamo sentito dall\u2019apostolo Paolo, all\u2019inizio, \u00e8 tanto bello: \u00abVoi figli, obbedite ai genitori in tutto; ci\u00f2 \u00e8 gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perch\u00e9 non si scoraggino\u201d (<i>Col<\/i> 3, 20-21) . Questa \u00e8 una regola sapiente: il figlio che \u00e8 educato ad ascoltare i genitori e a obbedire ai genitori i quali non devono comandare in una maniera brutta, per non scoraggiare i figli. I figli, infatti, devono crescere senza scoraggiarsi, passo a passo. Se voi genitori dite ai figli: \u201cSaliamo su quella scaletta\u201d e prendete loro la mano e passo dopo passo li fate salire, le cose andranno bene. Ma se voi dite: \u201cVai su!\u201d \u2013 \u201cMa non posso\u201d \u2013 \u201cVai!\u201d, questo si chiama esasperare i figli, chiedere ai figli le cose che non sono capaci di fare. Per questo, il rapporto tra genitori e figli deve essere di una saggezza, di un equilibrio tanto grande. Figli, obbedite ai genitori, ci\u00f2 piace a Dio. E voi genitori, non esasperate i figli, chiedendogli cose che non possono fare. E questo bisogna fare perch\u00e9 i figli crescano nella responsabilit\u00e0 di s\u00e9 e degli altri.<\/p>\n<p>Sembrerebbe una constatazione ovvia, eppure anche ai nostri tempi non mancano le difficolt\u00e0. E\u2019 difficile educare per i genitori che vedono i figli solo la sera, quando ritornano a casa stanchi dal lavoro. Quelli che hanno la fortuna di avere lavoro! E\u2019 ancora pi\u00f9 difficile per i genitori separati, che sono appesantiti da questa loro condizione: \u00a0poverini, hanno avuto difficolt\u00e0, si sono separati e tante volte il figlio \u00e8 preso come ostaggio e il pap\u00e0 gli parla male della mamma e la mamma gli parla male del pap\u00e0, e si fa tanto male. Ma io dico ai genitori separati: mai, mai, mai prendere il figlio come ostaggio! Vi siete separati per tante difficolt\u00e0 e motivi, la vita vi ha dato questa prova, ma i figli non siano quelli che portano il peso di questa separazione, non siano usati come ostaggi contro l\u2019altro coniuge, crescano sentendo che la mamma parla bene del pap\u00e0, bench\u00e9 non siano insieme, e che il pap\u00e0 parla bene della mamma. Per i genitori separati questo \u00e8 molto importante e molto difficile, ma possono farlo.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, la domanda: <i>come<\/i> educare? Quale tradizione abbiamo oggi da trasmettere ai nostri figli?<\/p>\n<p>Intellettuali \u201ccritici\u201d di ogni genere hanno zittito i genitori in mille modi, per difendere le giovani generazioni dai danni \u2013 veri o presunti \u2013 dell\u2019educazione familiare. La famiglia \u00e8 stata accusata, tra l\u2019altro, di autoritarismo, di favoritismo, di conformismo, di repressione affettiva che genera conflitti.<\/p>\n<p>Di fatto, <strong>si \u00e8 aperta una frattura tra famiglia e societ\u00e0, tra famiglia e scuola, il patto educativo oggi si \u00e8 rotto<\/strong>; e cos\u00ec, l\u2019alleanza educativa della societ\u00e0 con la famiglia \u00e8 entrata in crisi perch\u00e9 \u00e8 stata minata la fiducia reciproca. I sintomi sono molti. Per esempio,<strong> nella scuola si sono intaccati i rapporti tra i genitori e gli insegnanti. A volte ci sono tensioni e sfiducia reciproca; e le conseguenze naturalmente ricadono sui figli.<\/strong> D\u2019altro canto, si sono moltiplicati i cosiddetti \u201cesperti\u201d, che hanno occupato il ruolo dei genitori anche negli aspetti pi\u00f9 intimi dell\u2019educazione. Sulla vita affettiva, sulla personalit\u00e0 e lo sviluppo, sui diritti e sui doveri, gli \u201cesperti\u201d sanno tutto: obiettivi, motivazioni, tecniche. E i genitori devono solo ascoltare, imparare e adeguarsi. Privati del loro ruolo, essi diventano spesso eccessivamente apprensivi e possessivi nei confronti dei loro figli, fino a non correggerli mai: \u201cTu non puoi correggere il figlio\u201d. Tendono ad affidarli sempre pi\u00f9 agli \u201cesperti\u201d, anche per gli aspetti pi\u00f9 delicati e personali della loro vita, mettendosi nell\u2019angolo da soli; e cos\u00ec i genitori oggi corrono il rischio di autoescludersi dalla vita dei loro figli. E questo \u00e8 gravissimo! Oggi ci sono casi di questo tipo. Non dico che accada sempre, ma ci sono. <strong>La maestra a scuola rimprovera il bambino e fa una nota ai genitori. Io ricordo un aneddoto personale. Una volta, quando ero in quarta elementare ho detto una brutta parola alla maestra e la maestra, una brava donna, ha fatto chiamare mia mamma.<\/strong> Lei \u00e8 venuta il giorno dopo, hanno parlato fra loro e poi sono stato chiamato. E mia mamma davanti alla maestra mi ha spiegato che quello che io ho fatto era una cosa brutta, che non si doveva fare; ma la mamma lo ha fatto con tanta dolcezza e mi ha chiesto di chiedere perdono davanti a lei alla maestra. Io l\u2019ho fatto e poi sono rimasto contento perch\u00e9 ho detto: \u00e8 finita bene la storia. Ma quello era il primo capitolo! Quando sono tornato a casa, incominci\u00f2 il secondo capitolo\u2026 Immaginatevi voi, <strong>oggi, se la maestra fa una cosa del genere, il giorno dopo si trova i due genitori o uno dei due a rimproverarla<\/strong>, perch\u00e9 gli \u201cesperti\u201d dicono che i bambini non si devono rimproverare cos\u00ec. Sono cambiate le cose! Pertanto i genitori non devono autoescludersi dall\u2019educazione dei figli.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che questa impostazione non \u00e8 buona: non \u00e8 armonica, non \u00e8 dialogica, e invece di favorire la collaborazione tra la famiglia e le altre agenzie educative, le scuole, le palestre\u2026 le contrappone.<\/p>\n<p>Come siamo arrivati a questo punto? Non c\u2019\u00e8 dubbio che i genitori, o meglio, certi modelli educativi del passato avevano alcuni limiti, non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma \u00e8 anche vero che ci sono sbagli che solo i genitori sono autorizzati a fare, perch\u00e9 possono compensarli in un modo che \u00e8 impossibile a chiunque altro. D\u2019altra parte, lo sappiamo bene, la vita \u00e8 diventata avara di tempo per parlare, riflettere, confrontarsi. Molti genitori sono \u201csequestrati\u201d dal lavoro &#8211; pap\u00e0 e mamma devono lavorare &#8211; e da altre preoccupazioni, imbarazzati dalle nuove esigenze dei figli e dalla complessit\u00e0 della vita attuale, &#8211; che \u00e8 cos\u00ec, dobbiamo accettarla com\u2019\u00e8 &#8211; e si trovano come paralizzati dal timore di sbagliare. Il problema, per\u00f2, non \u00e8 solo parlare. Anzi, un \u201cdialoghismo\u201d superficiale non porta a un vero incontro della mente e del cuore. Chiediamoci piuttosto: cerchiamo di capire \u201cdove\u201d i figli veramente sono nel loro cammino? Dov\u2019\u00e8 realmente la loro anima, lo sappiamo? E soprattutto: lo vogliamo sapere? Siamo convinti che essi, in realt\u00e0, non aspettano altro?<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 cristiane sono chiamate ad offrire sostegno alla missione educativa delle famiglie, e lo fanno anzitutto con la luce della Parola di Dio. L\u2019apostolo Paolo ricorda la reciprocit\u00e0 dei doveri tra genitori e figli: \u00abVoi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ci\u00f2 \u00e8 gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perch\u00e9 non si scoraggino\u00bb (<i>Col<\/i> 3,20-21). Alla base di tutto c\u2019\u00e8 l\u2019amore, quello che Dio ci dona, che \u00abnon manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, \u2026 tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta\u00bb (<i>1 Cor<\/i> 13,5-6). Anche nelle migliori famiglie bisogna sopportarsi, e ci vuole tanta pazienza per sopportarsi! Ma \u00e8 cos\u00ec la vita. La vita non si fa in laboratorio, si fa nella realt\u00e0. Lo stesso Ges\u00f9 \u00e8 passato attraverso l\u2019educazione familiare.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la grazia dell\u2019amore di Cristo porta a compimento ci\u00f2 che \u00e8 inscritto nella natura umana. Quanti esempi stupendi abbiamo di genitori cristiani pieni di saggezza umana! Essi mostrano che la buona educazione familiare \u00e8 la colonna vertebrale dell\u2019umanesimo. La sua irradiazione sociale \u00e8 la risorsa che consente di compensare le lacune, le ferite, i vuoti di paternit\u00e0 e maternit\u00e0 che toccano i figli meno fortunati. Questa irradiazione pu\u00f2 fare autentici miracoli. E nella Chiesa succedono ogni giorno questi miracoli!<\/p>\n<p>Mi auguro che il Signore doni alle famiglie cristiane la fede, la libert\u00e0 e il coraggio necessari per la loro missione. Se l\u2019educazione familiare ritrova la fierezza del suo protagonismo, molte cose cambieranno in meglio, per i genitori incerti e per i figli delusi. E\u2019 ora che i padri e le madri ritornino dal loro esilio &#8211; perch\u00e9 si sono autoesiliati dall\u2019educazione dei figli -, e riassumano pienamente il loro ruolo educativo. Speriamo che il Signore dia ai genitori questa grazia: di non autoesiliarsi nell\u2019educazione dei figli. E questo soltanto lo pu\u00f2 fare l\u2019amore, la tenerezza e la pazienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, cari fratelli e sorelle, voglio darvi il benvenuto perch\u00e9 ho visto fra di voi tante famiglie, buongiorno a tutte le famiglie! Continuiamo a riflettere sulla famiglia. 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