{"id":191,"date":"2015-03-16T13:05:13","date_gmt":"2015-03-16T12:05:13","guid":{"rendered":"http:\/\/educazione.gesuiti.it\/?p=191"},"modified":"2023-12-07T22:31:09","modified_gmt":"2023-12-07T21:31:09","slug":"discorso-del-papa-agli-insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/discorso-del-papa-agli-insegnanti\/","title":{"rendered":"Discorso agli insegnanti dell&#8217;UCIIM"},"content":{"rendered":"<p>Cari colleghi e colleghe,<\/p>\n<p>permettetemi di chiamarvi cos\u00ec, perch\u00e9 anch\u2019io sono stato insegnante come voi e conservo un bel ricordo delle giornate passate in aula con gli studenti. Vi saluto cordialmente e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole.<\/p>\n<p>Insegnare \u00e8 un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnanti siano malpagati. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 soltanto il tempo che spendono per fare scuola, poi devono prepararsi, poi devono pensare ad ognuno degli alunni: come aiutarli ad andare avanti. E\u2019 vero? E\u2019 un\u2019ingiustizia. Io penso al mio Paese, che \u00e8 quello che conosco: poveretti, per avere uno stipendio pi\u00f9 o meno che sia utile, devono fare due turni! Ma un insegnante come finisce dopo due turni di lavoro? E\u2019 un lavoro malpagato, ma bellissimo perch\u00e9 consente di veder crescere giorno dopo giorno le persone che sono affidate alla nostra cura. \u00c8 un po\u2019 come essere genitori, almeno spiritualmente. E\u2019 anche una grande responsabilit\u00e0!<\/p>\n<p>Insegnare \u00e8 un impegno serio, che solo una personalit\u00e0 matura ed equilibrata pu\u00f2 prendere. Un impegno del genere pu\u00f2 incutere timore, ma occorre ricordare che nessun insegnante \u00e8 mai solo: condivide sempre il proprio lavoro con gli altri colleghi e con tutta la comunit\u00e0 educativa cui appartiene.<\/p>\n<p>La vostra Associazione ha compiuto 70 anni: \u00e8 una bella et\u00e0! \u00c8 giusto festeggiare, ma si pu\u00f2 anche cominciare a fare il bilancio di una vita. <\/p>\n<p>Quando siete nati, nel 1944, l\u2019Italia era ancora in guerra. Da allora ne \u00e8 stata fatta di strada! Anche la scuola ha fatto tanta strada. E la scuola italiana \u00e8 andata avanti anche grazie al contributo della vostra Associazione, che \u00e8 stata fondata dal professor Gesualdo Nosengo, un insegnante di religione che sent\u00ec il bisogno di raccogliere gli insegnanti secondari di allora, che si riconoscevano nella fede cattolica e che con questa ispirazione lavoravano nella scuola.<\/p>\n<p>In tutti questi anni avete contribuito a far crescere il Paese, avete contribuito a riformare la scuola, avete contribuito soprattutto a educare generazioni di giovani.<\/p>\n<p>In 70 anni l\u2019Italia \u00e8 cambiata, la scuola \u00e8 cambiata, ma ci sono sempre insegnanti disposti ad impegnarsi nella propria professione con quell\u2019entusiasmo e quella disponibilit\u00e0 che la fede nel Signore ci dona.<\/p>\n<p>Come Ges\u00f9 ci ha insegnato, tutta la Legge e i Profeti si riassumono in due comandamenti: ama il Signore Dio tuo e ama il tuo prossimo (cfr Mt 22,34-40). Ci possiamo domandare: chi \u00e8 il prossimo per un insegnante? Il \u201cprossimo\u201d sono i suoi studenti! \u00c8 con loro che trascorre le sue giornate. Sono loro che da lui attendono una guida, un indirizzo, una risposta \u2013 e, prima ancora, delle buone domande!<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 mancare fra i compiti dell\u2019UCIIM quello di illuminare e motivare una giusta idea di scuola, oscurata talora da discussioni e posizioni riduttive. La scuola \u00e8 fatta certamente di una valida e qualificata istruzione, ma anche di relazioni umane, che da parte nostra sono relazioni di accoglienza, di benevolenza, da riservare a tutti indistintamente. Anzi, il dovere di un buon insegnante \u2013 a maggior ragione di un insegnante cristiano \u2013 \u00e8 quello di amare con maggiore intensit\u00e0 i suoi allievi pi\u00f9 difficili, pi\u00f9 deboli, pi\u00f9 svantaggiati. Ges\u00f9 direbbe: se amate solo quelli che studiano, che sono ben educati, che merito avete? E ce ne sono alcuni che fanno perdere la pazienza, ma quelli dobbiamo amarli di pi\u00f9! Qualsiasi insegnante si trova bene con questi studenti. A voi chiedo di amare di pi\u00f9 gli studenti \u201cdifficili\u201d, quelli che non vogliono studiare, quelli che si trovano in condizioni di disagio, i disabili, gli stranieri, che oggi sono una grande sfida per la scuola.<\/p>\n<p>Se oggi un\u2019Associazione professionale di insegnanti cristiani vuole testimoniare la propria ispirazione, \u00e8 chiamata ad impegnarsi nelle periferie della scuola, che non possono essere abbandonate all\u2019emarginazione, all\u2019ignoranza, alla malavita. In una societ\u00e0 che fatica a trovare punti di riferimento, \u00e8 necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa pu\u00f2 esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che \u00e8, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialit\u00e0. In questa direzione il vostro compito \u00e8 quanto mai necessario. E voi dovete insegnare non solo i contenuti di una materia, ma anche i valori della vita e le abitudini della vita. Le tre cose che voi dovete trasmettere. Per imparare i contenuti \u00e8 sufficiente il computer, ma per capire come si ama, per capire quali sono i valori e quali abitudini sono quelle che creano armonia nella societ\u00e0 ci vuole un buon insegnante.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 cristiana ha tantissimi esempi di grandi educatori che si sono dedicati a colmare le carenze della formazione scolastica o a fondare scuole a loro volta. Pensiamo, tra gli altri, a san Giovanni Bosco, di cui quest\u2019anno ricorre il bicentenario della nascita. E lui consigliava ai suoi sacerdoti: educare con amore. Il primo atteggiamento di un educatore \u00e8 l\u2019amore.  \u00c8 a queste figure che potete guardare anche voi, insegnanti cristiani, per animare dall\u2019interno una scuola che, a prescindere dalla sua gestione statale o non statale, ha bisogno di educatori credibili e di testimoni di una umanit\u00e0 matura e completa. Testimonianza. E questa non si compra, non si vende: si offre. <\/p>\n<p>Come Associazione siete per natura aperti al futuro, perch\u00e9 ci sono sempre nuove generazioni di giovani a cui trasmettere il patrimonio di conoscenze e di valori. Sul piano professionale \u00e8 importante aggiornare le proprie competenze didattiche, anche alla luce delle nuove tecnologie, ma l\u2019insegnamento non \u00e8 solo un lavoro: l\u2019insegnamento \u00e8 una relazione in cui ogni insegnante deve sentirsi interamente coinvolto come persona, per dare senso al compito educativo verso i propri allievi. La vostra presenza qui oggi \u00e8 la prova che avete quelle motivazioni di cui la scuola ha bisogno.<\/p>\n<p>Vi incoraggio a rinnovare la vostra passione per l\u2019uomo \u2013 non si pu\u00f2 insegnare senza passione! &#8211; nel suo processo di formazione, e ad essere testimoni di vita e di speranza. Mai, mai chiudere una porta, spalancarle tutte, perch\u00e9 gli studenti abbiano speranza. <\/p>\n<p>Vi chiedo anche, per favore, di pregare per me, e vi invito, voi tutti, a pregare la Madonna, chiedendo la benedizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari colleghi e colleghe, permettetemi di chiamarvi cos\u00ec, perch\u00e9 anch\u2019io sono stato insegnante come voi e conservo un bel ricordo delle giornate passate in aula con gli studenti. Vi saluto cordialmente e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole. Insegnare \u00e8 un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnanti siano malpagati. 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