{"id":1489,"date":"2017-12-22T12:26:17","date_gmt":"2017-12-22T11:26:17","guid":{"rendered":"https:\/\/educazione.gesuiti.it\/?p=1489"},"modified":"2017-12-22T12:26:17","modified_gmt":"2017-12-22T11:26:17","slug":"milano-messaggio-natale-p-vitangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/milano-messaggio-natale-p-vitangelo\/","title":{"rendered":"Milano. Messaggio di Natale di P. Vitangelo"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi Amici della nostra Rete,<\/p>\n<p>Docenti, Collaboratori, ma soprattutto voi ragazzi\u2026<\/p>\n<p>Siamo ad un nuovo hangout, che questa volta vede coinvolti ragazzi soprattutto della scuola secondaria di primo grado e alcuni ragazzi dei Licei. Questi hangout sono diventati un appuntamento fisso della nostra rete e \u201csegnano\u201d il passo dell\u2019anno scolastico, come un appuntamento fisso \u201cdi famiglia\u201d, in occasione delle feste importanti.<\/p>\n<p>Siamo infatti ormai giunti alle porte di un nuovo Natale. Il Natale \u00e8 una festa tradizionale, che rischia talvolta di diventare un po\u2019 una \u201croutine\u201d, una abitudine, da celebrare quasi \u201cmeccanicamente\u201d, legata ormai nel nostro occidente a tanta apparenza e consumismo\u2026. \u00a0(di cui forse per\u00f2 cominciamo a essere stanchi).<\/p>\n<p>Eppure \u2026 invece\u2026. il Natale \u00e8 la festa della novit\u00e0, di un Dio che, rompendo ogni schema, in modo inatteso, inaspettato e sconvolgente, si fa bambino, entra cos\u2019 nella nostra umanit\u00e0 e nel nostro mondo.<\/p>\n<p>Non ha paradossalmente paura della fragilit\u00e0 e non ha paura dell\u2019Amore\u00a0 e \u00a0ci insegna che l\u2019unica vera rivoluzione della storia \u00e8 proprio quella della tenerezza.<\/p>\n<p>Una frase che mi ricordo mi disse mia madre quando ero bambino (e che ricordo ancora e cito spesso) \u00e8 che \u201cquando Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo sembrava un\u2019astronauta\u201d, nessuno lo capiva perch\u00e9 era cos\u00ec strano entrare nel mondo disarmato,\u00a0 con dei valori che sembravano cos\u00ec controculturali: la pace, la giustizia, la fraternit\u00e0 l\u2019amore; senza gli effetti speciali che poteva usare la potenza divina. Che strana idea venire nella nostra storia cos\u00ec!<\/p>\n<p>\u00c8 compito di ciascuno di noi lasciarci toccare e dare credito a questo messaggio di novit\u00e0, fare in modo che la bellezza e la profondit\u00e0 del Natale non vengano appannate dalla routine e dall\u2019abitudine, ma rimangano \u201cfresche\u201d, per consentirci di vivere questi momenti con tutta l\u2019intensit\u00e0 che meritano.<\/p>\n<p>Purtroppo i segni e le notizie che ci provengono ogni giorno da ogni parte del mondo non ci aiutano in questo senso. Anzi, anche a queste notizie, rischiamo ormai di fare l\u2019abitudine e di non dare pi\u00f9 il giusto peso. Violenze, guerre, attentati, soprusi popolano cos\u00ec assiduamente le pagine dei giornali e le notizie su internet e in televisione che a volte quasi non ci fermiamo nemmeno pi\u00f9 a riflettere o a pensare su quanto sentiamo che sta accadendo nel mondo\u2026.. eppure \u2013 lo ripetiamo spesso nelle nostre scuole \u2013 desideriamo che il detto di Padre Nadal \u201cIl mondo \u00e8 la nostra casa\u201d sia autenticamente e realmente vissuto nei nostri ambienti educativi. Vogliamo come dice sempre Papa Francesco imparare ad avere cura per la nostra casa comune<\/p>\n<p>Come possiamo allora conciliare la novit\u00e0 e bellezza del Natale, espressa nella piccolezza, nella delicatezza e nella fragilit\u00e0 di un bimbo appena nato, con quanto talvolta viviamo e sentiamo attorno a noi?<\/p>\n<p>Come spesso succede nella scuola e questa \u00e8 una delle sue magie, sono i pi\u00f9 giovani che aiutano a guardare al mondo con fiducia e con speranza\u2026. \u00a0Non sapete quante volte noi adulti educatori siamo colpiti dalle frasi e dai sentimenti che emergono nella vita di classe e nel tempo che condividiamo. A volte proprio la vostra et\u00e0, la scuola media e i primi anni del liceo, in cui crescere \u00e8 anche un po\u2019 difficile \u00e8 una miniera di intuizioni e di sogni che quando sappiamo ascoltare ci meravigliano e ci aiutano. E cos\u00ec a scuola impariamo anche noi e nel rapporto tra le generazioni possiamo aiutarci a costruire un mondo migliore.<\/p>\n<p>Anche in questo hangout c\u2019\u00e8 tanto da imparare da voi\u2026Perch\u00e9\u2026. \u00a0anche in questo hangout, abbiamo ricevuto da voi segnali e spunti di apertura, di attenzione agli altri, di condivisione. In tutte le nostre scuole so che numerosi sono stati (e lo sono tuttora!) i progetti missionari, le condivisioni, le iniziative benefiche, i gemellaggi con realt\u00e0 e persone in tutto il mondo che sono meno fortunate di noi. Penso al concerto di Palermo, al CD di Napoli, al Progetto Effat\u00e0 di Torino, al campo a Sighet dove stiamo per andare\u2026. Tutti questi gesti, piccoli e grandi, diventano in questo Natale espressione concreta del potere sconvolgente dell\u2019amore, dell\u2019attenzione al prossimo e della fratellanza in tutto il mondo.<\/p>\n<p>E allora questo suscita in me un primo sentimento di ringraziamento. Ringraziamento per tutte queste belle iniziative, per quanto viene fatto nelle nostre scuole per aiutare i nostri ragazzi a crescere con una attenzione speciale all\u2019altro, a chi ci sta accanto, a chi \u00e8 vicino come a chi \u00e8 lontano. Continuate a insegnarci questa apertura e questa attenzione!<\/p>\n<p>Ma questo Natale \u00e8 per me anche occasione per un sentimento di ringraziamento e di gratitudine ancora pi\u00f9 grande. \u00a0Finisce infatti con oggi il mio lavoro di coordinamento della Rete delle scuole dei Gesuiti in Italia. \u00a0Da gennaio lascer\u00f2 l\u2019incarico di Presidente della Fondazione Gesuiti Educazione e al mio posto subentrer\u00e0 il Padre Jimmy Bartolo, Rettore del nostro Collegio di Malta. Proprio oggi, durante l\u2019ultimo consiglio di amministrazione della Fondazione Gesuiti Educazione di questo anno 2017, la scuola di Malta entrer\u00e0 ufficialmente e a pieno titolo nella nostra rete. Cos\u00ec la nostra rete cresce, si allarga, si rafforza e diventa sempre pi\u00f9 internazionale\u2026. E conseguentemente\u2026.\u00a0 Cambiano anche le responsabilit\u00e0 al servizio di questa bella realt\u00e0 che \u00e8 l\u2019apostolato educativo della nuova Provincia Euromediterannea. Certamente questo \u00a0\u00e8 un grande motivo di ringraziamento al Signore in occasione di questo Natale.<\/p>\n<p>Dal prossimo anno\u2026. non mi vedrete pi\u00f9 negli hangout\u2026. Mentre provo a dirvi qualcosa con una certa emozione, anche per la mia timidezza.\u00a0 Non preoccupatevi per\u00f2 \u2026. molti di voi non si libereranno cos\u00ec facilmente di di me perch\u00e9 continuo a lavorare nelle scuole e nella rete: a Torino e a Milano come presidente dei consigli di amministrazione del Sociale e del Leone e a Palermo, dove da Gennaio divento Direttore Generale. Nel frattempo continuer\u00f2 anche ad occuparmi della formazione dei docenti. Per questo, il mio non \u00e8 un \u201caddio\u201d , ma solo un saluto pieno soprattutto di gratitudine.<\/p>\n<p>Penso intatti che in occasione dei cambiamenti importanti, sia naturale e spontaneo, ma anche giusto, \u00a0guardarsi indietro, ripercorrere il cammino percorso insieme e ringraziare il Signore per quanto ha operato in mezzo a noi e attraverso di noi. Inevitabilmente ripenso a quanto abbiamo camminato insieme in questi anni, ai tanti momenti vissuti in ogni scuola cos\u00ec come i momenti vissuti tutti insieme. Penso\u2026.a partire dai pi\u00f9 grandi tra voi\u2026. \u00a0alle gite dei maturandi in Cina e in Russia, ma anche a Diamoci un tono, alle diverse edizioni del Convegno I Gesuiti e la Storia, agli scambi tra le scuole, ai vari Kairos e agli Esercizi Spirituali, ai campi missionari estivi. Penso anche a quanto abbiamo condiviso con i dirigenti della nostra rete e con vari gruppi di professori in tante occasioni di incontro e lavoro comune.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un lungo cammino di conoscenza, di convergenza, di progressiva comunione, che ci ha portato, non senza fatiche e difficolt\u00e0, a costruire una vera rete tra le nostre scuole, con una sua struttura, organizzazione e veste anche legale (che \u00e8 la Fondazione Gesuiti educazione) , ma soprattutto con un uno spirito comune sempre pi\u00f9 forte, fondato sulla condivisione dei valori, della nostra pedagogia e del nostro modo di operare. Abbiamo affrontato con coraggio molte sfide, costruendo risposte impegnative e solide. Di tutto questo dobbiamo prima di tutto essere grati al Signore e poi a ciascuno di noi per il proprio impegno personale e la propria partecipazione.<\/p>\n<p>In questo momento tantissimi sono i ricordi delle tappe fondamentali che abbiamo vissuto insieme in questi anni. Ripenso a tanti grandi eventi significativi vissuti in ogni Collegio, insieme agli ancora pi\u00f9 numerosi (ma per questo non meno importanti) eventi quotidiani (incontri, momenti comuni, riunioni, lavori, celebrazioni). Penso per\u00f2 che una grande immagine possa riassumere in s\u00e9 questi anni e sintetizzarli efficacemente: l\u2019incontro a Roma \u00a0di tutte le nostre scuole con Papa Francesco nel 2013. Da pochi mesi era stato eletto questo nuovo Papa, il primo gesuita, proveniente dalle periferie del mondo. Non lo conoscevamo ancora bene come oggi, anche se gi\u00e0 intuivamo la forza e la grandezza che dirompevano nella sua persona umile e semplice. Ho ancora impressi negli occhi e, soprattutto, nel cuore, le immagini, i suoni, le parole e le sensazioni di quel sabato mattina. L\u2019Aula Paolo VI in Vaticano era un arcobaleno di colori grazie ai diversi fazzoletti di ciascuna delle nostre scuole. L\u00ec abbiamo davvero toccato con mano la nostra vera rete, la nostra vera forza. L\u00ec eravamo (forse per la prima) davvero tutti uniti anche fisicamente, raccolti attorno a Papa Francesco! Ricordo con emozione (e l\u2019ho citato e ricordato spesso) \u2026. quando, chiamando scuola per scuola, giunto il momento di Scutari, si \u00e8 levata una voce un po\u2019 pi\u00f9 debole e allora tutti gli altri, come per sostenere e incoraggiare, si sono uniti in un applauso e in un grido di incoraggiamento e di amicizia. Questo \u00e8 il vero spirito della nostra rete, che dobbiamo coltivare, promuovere e difendere con grande passione ed energia!<\/p>\n<p>In fondo \u00e8 un po\u2019 questo lo spirito anche del Natale: tutti riuniti insieme attorno ad un bambino, debole, fragile. Un Amore all\u2019apparenza cos\u00ec fragile ma che unisce, che lega, che sostiene vicendevolmente, vicini e lontani\u2026.<\/p>\n<p>In questo momento di saluto grato, posso dire con umilt\u00e0 di aver lavorato a servizio di questo progetto comune (e la rete \u00e8 proprio in se stessa qualcosa di fragile ma che per\u00f2 pu\u00f2 \u201cpescare grossi pesci\u201d\u2026. E pu\u00f2 contenere, includere, raccogliere, valorizzare\u2026 ) Ho lavorato certo dietro le quinte e pochi di voi ragazzi mi conoscono personalmente e\u2026.forse per voi ragazzi sentire parlare di Fondazione,\u00a0 di ruoli e responsabilit\u00e0, pu\u00f2 apparire anche in questo momento come qualcosa di astratto, lontano, difficile da capire.<\/p>\n<p>Posso per\u00f2 dire che c\u2019era bisogno di questo lavoro perch\u00e9 le nostre scuole continuassero ad offrirvi un sogno alto, grande ed esperienze importanti\u2026 e questo ha voluto dire per me talvolta fatica e solitudine. In molti momenti difficili pensavo a voi, ai bambini, ai giovani\u2026 al loro diritto di crescere sentendo la loro vita un dono importante da scoprire e da giocarsi con animo grande, come ci aveva detto proprio Papa Francesco in quell\u2019udienza del giugno 2013.<\/p>\n<p>Pensavo ai vostri docenti educatori dirigenti che fanno un lavoro prezioso che bisognava sostenere senza risparmiarsi perch\u00e9 \u00e8 un tesoro troppo prezioso che deve trovare le condizioni per esprimersi anche in un contesto come quello italiano che riconosce solo a parole le nostre scuole come paritarie (ma non le aiuta ad avere i mezzi necessari per offrire il servizio che si sentono chiamate a svolgere). Pensavo a tutte quelle persone non docenti (il back office) che con il loro lavoro umile e non visto permettono ad altri di stare con i ragazzi e di aiutarli a crescere.<\/p>\n<p>Vorrei ringraziare ciascuno di loro e ciascuno di voi per tutto il sostegno che avete dato a questa stimolante avventura di una proposta educativa alta e bella nella nostra Provincia come sono oggi le nostre scuole. Chiedo scusa se talvolta sono stato troppo esigente o insistente o impaziente\u2026 soprattutto con le persone che mi sono state pi\u00f9 vicine. E\u2019 un po\u2019 il mio modo strano di voler bene!<\/p>\n<p>Sono sicuro di lasciare tutto questo lavoro in buone mani: quelle del nuovo coordinatore, Jimmy Bartolo, che ringrazio per il passaggio di consegne e per il rispetto e la fraternit\u00e0 usata con me in questi mesi, quelle del direttore Guido Bigotto e dei tanti collaboratori della Fondazione, ma anche quelle di ciascuno di voi che fate la scuola, dirigenti, docenti, alunni che avete contribuito alla nuova costruzione di questa nostra bella missione comune e che continuerete certamente a farlo \u2026 e naturalmente alle mani del Signore, che ancora in questo Natale ci dice che vuole stare dalla nostra parte e dei nostri sogni ed imprese pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 vere.<\/p>\n<p>Qualcuno, tempo fa, mi ha dedicato una poesia \u201cNon so dire parole, sono un uomo che sogna\u201d. S\u00ec, penso che in questi anni ho sognato per le nostre scuole e chiedo ora in questi auguri di Natale che il Signore vi vi dia di sognare in grande come dice Papa Francesco una vita autentica, bella, piena e una nuova umanit\u00e0 di pace e giustizia.<\/p>\n<p>Vi propongo un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JqBW1zjHDA0\">ultimo video<\/a> con una preghiera che ho usato ieri per la Messa di preparazione al Natale del Leone XIII, dove una bella immagine suggeriva la dignit\u00e0 che il Signore d\u00e0 alla nostra vita<\/p>\n<p>Siamo chiamati a \u201cmettere ali come aquile\u201d e ad avere un\u2019ala di riserva per chi invece vicino o lontano che sia \u00e8 pi\u00f9 sfortunato, pensa che la propria vita non valga o valga meno, \u00e8 buttato o si butta via. No Signore, il tuo Natale non ci consenta di rinunciare a credere che ogni uomo ha diritto alla sua ala\u2026. \u00a0E per questo donaci di mettere ali come aquile e donami per lui un\u2019ala di riserva. (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JqBW1zjHDA0\">guarda il video<\/a>)<\/p>\n<p>Buon Natale a tutti!<\/p>\n<p>P. Vitangelo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/educazione.gesuiti.it\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/12\/unica-auguri-natale-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1491\" src=\"https:\/\/educazione.gesuiti.it\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/12\/unica-auguri-natale-1-800x302.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"173\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo il discorso integrale di Padre Vitangelo per l&#8217;hangout di Natale 2017. Nel suo messaggio, ci offre una meditazione sul Natale, gli auguri a ogni scuola e un saluto al termine del suo mandato di Presidente della Fondazione Gesuiti Educazione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1490,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[10,11,13,32],"tags":[],"istituto":[],"partner":[],"class_list":["post-1489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","category-educazione","category-provincia-d-italia","category-provincia-ditalia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1489"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1489\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1489"},{"taxonomy":"istituto","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/istituto?post=1489"},{"taxonomy":"partner","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/partner?post=1489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}