{"id":1130,"date":"2016-12-21T23:06:53","date_gmt":"2016-12-21T22:06:53","guid":{"rendered":"http:\/\/educazione.gesuiti.it\/?p=1130"},"modified":"2016-12-21T23:06:53","modified_gmt":"2016-12-21T22:06:53","slug":"1130","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/1130\/","title":{"rendered":"S. Natale 2016"},"content":{"rendered":"<p>Cari bambini, cari ragazzi, docenti, amici,<\/p>\n<p>anche quest\u2019anno abbiamo voluto mantenere il nostro appuntamento di rete per trascorrere un momento tutti insieme prima di Natale, per scambiarci gli auguri e per un po\u2019 di riflessione.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto quest\u2019anno di dedicare l\u2019hangout agli studenti pi\u00f9 giovani delle nostre scuole. In un certo senso voi piccoli forse potete capire meglio dei \u201cgrandi \u201cil Natale,\u00a0 Dio che ci viene incontro come un bambino.<\/p>\n<p>Saluto con affetto i nostri studenti di Scutari (che non sono della primaria), che hanno il coraggio questa mattina di farsi anche loro un p\u00f2 bambini, come ci suggerisce il Vangelo (\u201c se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli\u201d).<\/p>\n<p>Il tema scelto per questo Hangout mi sembra bello: l\u2019accoglienza. Devo dirvi che in un certo senso nessuno lo ha scelto dall\u2019alto (non ho deciso io o i rettori o i direttori questo tema) ma \u00e8 venuto un p\u00f2 da solo, da voi&#8230;. in base a quello che stiamo vivendo nel nostro mondo e in base a quello che ci preoccupa e che ci interroga&#8230;. il segno di un percorso che voi bambini, accompagnati dai vostri insegnanti, state facendo.\u00a0 Sono molto contento di tutto quello che \u00e8 venuto fuori in questo hangout&#8230; bravi!<\/p>\n<p>Ges\u00f9 in particolare in questo Natale viene a noi come un bambino che ci chiede di essere accolto. Cari bambini, sono sicuro che mi capite molto bene&#8230; Ges\u00f9 piccolo, povero, \u201cprofugo\u201d ci chiede di essere accolto quest\u2019anno nel nostro mondo, per costruire \u201cun paradiso sulla terra,\u201d come abbiamo cantato all\u2019inizio&#8230;. per farlo pi\u00f9 bello questo mondo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 nato in una stalla o in una grotta, come nei nostri presepi \u201cal freddo e al gelo\u201d. Come non pensare in questo Natale ai bambini che vivono nelle zone del terremoto. L\u00ec di inverno fa freddo!<\/p>\n<p>Ges\u00f9 nasce fuori la citt\u00e0 perch\u00e9 per loro non c\u2019era posto a Betlemme. E poi&#8230;. come racconteremo&#8230;. Il suo primo viaggio da bambino \u00e8 la fuga in Egitto. Come non pensare in questo Natale ai rifugiati, a coloro che scappano dalle guerre e che cercano un futuro migliore e&#8230; che sono rifiutati?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci chiede di accoglierlo e di accogliere, ci insegna a farci vicino a queste situazioni, a guardarle con occhi diversi, a comprenderle senza giudicarle, a trovare anche nelle situazioni difficili la gioia e l\u2019amore che Dio vuole dare a ciascun uomo.<\/p>\n<p>Penso che tutti noi, anche i bimbi pi\u00f9 piccoli, abbiano visto le immagini di tantissima gente che, lasciando le loro case e i loro paesi, spesso colpiti da guerre, violenze e povert\u00e0, cerca di fuggire verso altre terre, alla ricerca di un posto migliore in cui vivere e far crescere i propri figli. Lasciare la terra natale, la propria casa e partire verso l\u2019ignoto \u00e8 qualcosa di molto difficile, che forse chi non l\u2019ha provato non pu\u00f2 nemmeno immaginare. Il viaggio che si intraprende \u00e8 spesso lungo, difficile, molti muoiono lungo la via.<\/p>\n<p>Proviamo a immaginare quali sentimenti possono alloggiare nel cuore di queste persone. Stanno lasciando quel poco che hanno. Magari hanno speso tutti i loro pochi risparmi per pagare il viaggio ai cosiddetti \u201cscafisti\u201d. Sono consapevoli che potrebbero anche non arrivare mai a destinazione.<\/p>\n<p>Noi nel nostro mondo forse non capiamo: siamo abituati a dormire in un letto comodo, tranquilli, al caldo, tra le coperte morbide, dopo una cena abbondante e con una carezza e un bacio di mamma o di pap\u00e0. Queste persone, tra le quali ci sono sempre molti bambini, invece, non hanno nulla di tutto ci\u00f2. E in pi\u00f9 sanno che, al loro arrivo, troveranno anche molte persone che non li accettano, che non li vorrebbero, a cui sanno di dare fastidio. Quali sentimenti possono provare? Quali emozioni, paure? Oltre alla sofferenza fisica (poco cibo, malattia, sofferenza) che grande dolore portano nel cuore?<\/p>\n<p>Pensiamo anche in questo Natale alle tante famiglie colpite dalla scorsa estate dal terremoto nel centro Italia. Molte di loro sono state costrette a lasciare le loro case. Alcune sono andate a vivere altrove, altre abitano ancora in dei container. In una notte hanno perso quasi tutto: la casa, parenti, amici. Anche questi sono dei \u201cprofughi\u201d, sono persone in situazione di sofferenza, di bisogno, di aiuto.<\/p>\n<p>Proprio a partire da questi fatti che abbiamo visto alla televisione e di cue abbiamo sentito parlare e a volte anche giudicare, entra la parola che abbiamo scelto come tema per questo nostro collegamento: ACCOGLIENZA.<\/p>\n<p>Ma oggi , come dicevo all\u2019inizio, mi piacerebbe collegare di pi\u00f9 l\u2019accoglienza al tema del Natale perch\u00e9 a Natale Dio viene e si fa vicino a tutte queste situazioni e le vive lui stesso, (lui si fa povero, senza tetto, immigrato, profugo) riempendole dalla sua luce. Cos\u00ec ci insegna a vederle con occhi nuovi ed ad accoglierle con cuore nuovo. Vorrei richiamare allora due immagini del vangelo<\/p>\n<p>La prima immagine \u00e8 quella di Maria e Giuseppe. Si trovano a Nazaret. Hanno una vita abbastanza normale, naturale. Hanno programmato un bel matrimonio. Ad un certo punto alcuni eventi arrivano a cambiare la loro vita. L\u2019angelo porta a Maria un lieto messaggio: \u201cNon temere, Maria, perch\u00e9 hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges\u00f9. Sar\u00e0 grande e chiamato Figlio dell&#8217;Altissimo; il Signore Dio gli dar\u00e0 il trono di Davide suo padre \u2026 e il suo regno non avr\u00e0 fine\u00bb.<\/p>\n<p>La scoperta di un grande progetto di Dio, nella vita di due persone semplici&#8230;. L\u2019arrivo di un bambino&#8230;. un re? Tutto sembra tranquillo e la promessa dell\u2019angelo sembra far intravvedere un futuro roseo e facile &#8230;. E poi comincia una storia che sembra tutt\u2019altro che da re. Il censimento: Si deve partire da Nazareth per andare a Betlemme. Giuseppe deve andare a farsi registrare a Betlemme e Maria incinta va con lui.<\/p>\n<p>E\u2019 il primo viaggio di Ges\u00f9 ancora nella pancia della mamma, il primo viaggio della famiglia. La prima volta che devono lasciare tutto: casa, lavoro, famiglia, amici. Partire per Betlemme. Sono gi\u00e0 in viaggio, pellegrini, profughi&#8230;. Un viaggio lungo, faticoso con molte incognite. E poi arrivati laggi\u00f9 cosa si far\u00e0?<\/p>\n<p>&#8230;.arrivati a Betlemme ecco il duro scontro con la realt\u00e0 del rifiuto. Con la realt\u00e0 \u201cdello scarto\u201d, come direbbe Papa Francesco. Nessuno li accoglie, tutti chiudono le porte. Trovano spazio in una grotta, fuori citt\u00e0, tra le bestie. Il racconto evangelico \u00e8 davvero sorprendentemente simile alle storie e alle vite di tante donne e uomini che oggi cercano asilo e accoglienza nei nostri paesi, ma trovano tanti rifiuti e tante porte chiuse.<\/p>\n<p>Come sarebbe stato bello se avessero trovato persone calorose, accoglienti, che li avessero aiutati, ospitati, sfamati e soccorsi nel bisogno! In realt\u00e0 se guardiamo pi\u00f9 a fondo ci accorgiamo che non li accoglier\u00e0 la gente potente, ma lo faranno i pastori e i poveri che andranno a trovare Ges\u00f9 nella grotta, lo faranno delle persone che vengono da lontano, come i magi&#8230;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 nasce cos\u00ec in mezzo a tanta povert\u00e0,\u00a0 ma Ges\u00f9 \u00e8 felice, ha l\u2019amore della mamma e del pap\u00e0, guarda i cuori delle persone semplici che lo vanno a trovare, \u00e8 contento di essere venuto sulla terra, gli piace la nostra umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 il rifiuto, l\u2019esclusione, lo scarto&#8230; ma ci sono anche tanti piccoli gesti di amore e di solidariet\u00e0. E\u2019 che bisogna guardare pi\u00f9 nel profondo e oltre quello che fa chiasso o fa notizia.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche un secondo episodio evangelico \u2013 e questa \u00e8 la seconda immagine che desidero ricordare. Un po\u2019 di tempo dopo il Natale, a causa di re Erode, che ha paura del suo posto di re,\u00a0 che qualcuno, gli prenda il trono\u00a0 (il potere \u00e8 una brutta bestia) perch\u00e9 i Magi che vogliono andare a trovare Ges\u00f9 gli hanno detto che una stella li ha condotti l\u00ec per cercare Ges\u00f9, il re dei giudei&#8230;.. beh a causa di Erode, Maria e Giuseppe, anzich\u00e9 tornare a casa loro, sono costretti a fuggire a mettersi nuovamente in viaggio, questa volta per una terra ancora pi\u00f9 lontano in Egitto\u2026. E pure di fretta. Devono partire di notte \u201calzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 nuovamente un episodio sorprendentemente attuale: a causa di violenze e di giochi di potere, una piccola famiglia \u00e8 costretta a scappare, a cercare asilo in un paese straniero. Credo che i sentimenti che vivevano Maria e Giuseppe non fossero poi tanto diversi da quelli di tante famiglie di profughi e rifugiati di oggi\u00a0 che fuggono dalle guerre e dalle violenze. Anche se il Vangelo non lo racconta, immaginiamo che anche in Egitto a quel tempo la vita e la situazione non sia stata certo facile\u2026. Non penso che Maria e Giuseppe conoscessero molte persone laggi\u00f9 e nemmeno che gli egiziani siano stati molto pi\u00f9 ospitali di altri.<\/p>\n<p>Sicuramente avranno avuto difficolt\u00e0 anche qui, rifiuti, dolori, paure e preoccupazioni. Rimanevano stranieri, senza mezzi e non inseriti integrati nella societ\u00e0 egiziana. E in pi\u00f9 avevano un bambino piccolo da accudire e non c\u2019erano nemmeno i telefoni per avvisare la famiglia a Nazaret!<\/p>\n<p>Davvero in questa immagine vediamo tante famiglie con bambini piccoli che, per sfuggire all\u2019odio e alla violenza, si mettono in viaggio verso l\u2019ignoto, senza possedere nulla. Fuggono per necessit\u00e0, perch\u00e9 cercano la salvezza e fuggono perch\u00e9 i bambini possano crescere sereni e con dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel vangelo per fortuna Giuseppe Maria e Ges\u00f9 tornano e casa, a Nazareth e&#8230; come sono contenti! E purtroppo Ges\u00f9 sapr\u00e0 quanto \u00e8 brutta la violenza e guerra e come colpisce gli innocenti: Erode infatti infuriato dal fatto che erano fuggiti, aveva fatto uccidere tutti i bambini di Betlemme dai due anni in gi\u00f9.<\/p>\n<p>In 2000 anni di storia la condizione dell\u2019uomo \u00e8 sempre la stessa&#8230;il potere, l\u2019invidia, le guerre, le violenze sfigurano la faccia di questo mondo e della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure come ci ha detto Papa Francesco \u201c la fuga in Egitto ci mostra che Dio \u00e8 l\u00e0 dove l\u2019uomo \u00e8 in pericolo, l\u00e0 dove luomo soffre, l\u00e0 dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e labbandono; ma Dio \u00e8 anche l\u00e0 dove l\u2019uomo sogna, spera di tornare in patria nella libert\u00e0, progetta e sceglie per la vita e la dignit\u00e0 sua e dei suoi familiari\u201d.<\/p>\n<p>Ecco allora che Ges\u00f9 nel Natale ci insegna a guardare diversamente e ci invita ad accoglierlo accogliendo queste situazioni e queste persone.<\/p>\n<p>S\u00ec, anche noi possiamo fare qualcosa, come lui e con lui possiamo fare la differenza.<\/p>\n<p>In questo Natale possiamo prenderci l\u2019impegno di compiere almeno un gesto concreto di affetto e di accoglienza verso una persona che possiamo aver visto o incontrato nelle nostre citt\u00e0, nelle nostre realt\u00e0 o magari anche nella stessa casa dove abitiamo.<\/p>\n<p>Nei nostri Istituti molti sono i progetti e le iniziative di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Stiamo pensando ai terremotati. Ci siamo detti come possiamo noi scuole e studenti aiutare i terremotati? Aiutando i nostri colleghi: la scuola non sono solo i muri, ma un ambiente dove si cresce insieme ad altri, piccoli e grandi, e si costruisce un futuro bello, di speranza e dignit\u00e0. I bambini di quelle zone hanno bisogno di questo messaggio da noi. Per questo anche i nostri amici del Pontano di Napoli hanno pensato per questo Natale di regalare un CD: il disco del cuore.<\/p>\n<p>Noi, le nostre scuole, seguiamo i bambini che sono abbandonati del Per\u00f9, del Kenya e della Romania. Uno di loro mi ha detto \u201csappi che tutti i bambini che sono abbandonati hanno momenti molto difficili, perch\u00e9 noi sentiamo qualcosa che non si pu\u00f2 esprimere con le parole, sentiamo la mancanza di amore, la mancanza dei genitori, qualcuno che ci possa stare vicino\u2026\u201d. Nel nostro piccolo vogliamo permettere a loro di non essere soli, di studiare, di giocare&#8230;.. avete visto la bellissima iniziativa da parte dei nostri compagni di Malta. Per ricordarsi ogni giorno che ci sono bambini che non possono andare a scuola hanno messo una sedia rossa in classe. Facciamolo anche nelle altre classi delle nostre scuole\u2026 !<\/p>\n<p>Lasciamoci toccare nel profondo da queste iniziative, partecipiamo con entusiasmo, ma soprattutto con il cuore\u2026. Non c\u2019\u00e8 vera accoglienza se non con il cuore. Impariamolo da Ges\u00f9 bambino.<\/p>\n<p>E allora che questo possa essere il nostro augurio di Buon Natale, perch\u00e9 il regalo pi\u00f9 bello \u00e8 davvero che il Signore bambino ci \u201cscaldi\u201d il cuore, aiutandoci a crescere in accoglienza, generosit\u00e0 e apertura agli altri, chiunque essi siano e da qualunque parte del mondo provengano.<\/p>\n<p>Ecco cosa Ges\u00f9 desidera dirci. Egli vuole essere vicino a tutti, proprio tutti&#8230; \u00a0e vuole essere vicino a noi, a te&#8230;. un nostro amico, un tuo. Con lui possiamo parlare di tutto proprio come un amico parla ad un amico, delle cose che ci fanno felici, delle nostre preoccupazioni, delle persone che ci sono care, delle persone che soffrono&#8230;.e specialmente dei bambini che soffrono, proprio come abbiamo provato a fare in questo hangout. Buon Natale!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cos&#8217;\u00e8 questo allargarsi del cuore<br \/>\nche proviamo dinanzi a un Dio bambino<br \/>\nche viene e che chiede di essere accolto?<br \/>\nCos&#8217;\u00e8 questa dimensione nuova, pi\u00f9 libera,<br \/>\npi\u00f9 felice e pi\u00f9 vera che abitiamo<br \/>\nquando ci lasciamo raggiungere da Lui?&#8221;<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza, tema scelto da tutte le scuole della nostra Rete, \u00e8 stato anche il cuore del bellissimo messaggio che p. Vitangelo Denora ha rivolto ai bambini, agli amici, ai docenti durante l\u2019hangout tra le nostre scuole lo scorso 12 dicembre. Riportiamo di seguito il suo messaggio per ripercorrerne i passaggi e raccoglierne le sfide per il nuovo anno.<br \/>\nUn augurio di cuore a tutti voi che vivete con passione l\u2019esperienza entusiasmante di sentirvi accolti da chi vi chiede accoglienza!<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1131,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"istituto":[],"partner":[],"class_list":["post-1130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1130"},{"taxonomy":"istituto","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/istituto?post=1130"},{"taxonomy":"partner","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gesuitieducazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/partner?post=1130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}